Sciata al Passo dello Stelvio
Ciao a tutti, non siamo spariti ma piu’ semplicemente eravamo entrati nel vortice del blocco degli scrittori…….( SCRITTORI.. non allarghiamoci troppo!!!!! anche perche’ al massimo si potrebbe dire scibacchini o scrivani o ancora meglio vista la forma scrivania che si addice di piu’) comunque eccomi qui, sono tornato piu’ sgrammaticato che mai, ma in fondo ” chi sene fregaaaaaaaaaaa! “
Ok, ok, la smetto di dire caz………. volevo solo ricordare a chi e’ interessato, che le iscrizioni per l’uscita al Passo dello Stelvio che si terra’ il 03/04/05 giugno 2011 (vedi articolo ) con relativa prova materiali Custom Made
( vedi articolo) si chiuderanno entro e non oltre il giorno 15 maggio 2011.
Per ora la situazione neve al passo e’ ottimale come potete vedere dalla stazione meteo e dalle varie cam
(cliccate sulle immagini per vedere le reali situazioni sia meteo che quelle delle cam)
CENTRALINA METEO
I dati meteo in tempo reale rilevati dalla nostra centralina posta al Passo dello Stelvio, a circa 2800 metri d’altitudine.
Uno sguardo verso la vicina Svizzera
L’ultimo tratto del versante valtellinese, e quindi lombardo, della Strada Imperiale dello Stelvio che adduce alla sommità del Passo.
Sulla sinistra fanno da sfondo le ultimi propaggini della caratteristica dorsale calcarea del Piz Umbrail, ove sono ancora ben visibili le vestigia di trincee risalenti alla Prima Guerra Mondiale.
Nella parte centrale s’intravede l’imbocco della Val Muraunza, già in territorio elvetico, cui si accede tramite la IV Cantoniera sita al Giogo di Santa Maria.
La valle sfocia nella ridente e dolcissima Val Müstair o Val Monastero, ove natura, tutela e rispetto dell’ambiente trovano uno degli esempi più signifcativi.
Nell’ampia vallata è presente uno dei più importanti monumenti storici e architettonici dell’intero arco alpino orientale: il monastero carolingio di San Giovanni, da qualche anno dichiarato “patrimonio mondiale dell’umanità”, la cui fondazione si fa risalire a Carlo Magno.
Sulla destra dell’immagine, prossime alla rotabile, sono visibili le pendici della Cima Garibaldi, la storica DreiSprachenSpiz (Cima delle Tre lingue), punto geografco ove confluivano - un tempo - non solo tre confini geografici caratterizzati da tre idiomi diversi (Italia, Svizzera romancia e Austria), ma anche tre etnie assai simili, in quanto accomunate da tradizioni, costumi e usanze tipiche della Rezia.
Verso la valle del Braulio
Dall’Albergo Quarto una veduta verso occidente. In primo piano esiste un piccolo lago, proprio in prossimità dell’area che abitualmente ospita un anello per la pratica dello sci di fondo, e nella stessa zona è anche possibile praticare il tiro con l’arco. In secondo piano, in basso e al centro dell’immagine, le propaggini settentrionali delle Rese Alte dello Scorluzzo vanno appianandosi nel vasto e ameno altopiano delle Rese Basse, a circa 2600 metri di quota. Il calcareo Piz Umbrail “sfora” la parte destra della veduta.
La terrazza di Pirovano
La struttura della “Terrazza” del Pirovano si propone non solo come un’appendice “panoramica” dell’Albergo IV, ma anche come luogo di relax e di ottime degustazioni enogastronomiche. Relax, quindi, a tutto tondo, per lo spirito e per il corpo.
Riparata dal vento, la “Terrazza” offre anche al semplice turista di passaggio l’opportunità di assaporare, al cospetto di uno scenario alpino senza pari, le migliori specialità culinarie ed enologiche di Valtellina, Svizzera e Alto Adige.
Il sapore dei pizzoccheri, qui, s’incontra con quello più deciso dei wüsterl con senape e crauti, i deliziosi ed elaborati dolci svizzeri fanno da pendant a corroboranti grigliate o a gustosi formaggi che profumano ancora di malga.
E, naturalmente, il tutto viene annaffato, a seconda dei gusti del “viaggiatore”, da robusti rossi valtellinesi o da raffnati bianchi atesini e tirolesi, senza dimenticare - naturalmente - l’onnipresente, ottima birra alla spina.
Dal Pirovano, uno sguardo verso est
Dall’Albergo Quarto Pirovano, ove è situata la webcam, uno sguardo su un’interessante “porzione” della cittadella dello sci e delle quinte delle catene montuose che appaiono sino all’orizzonte, in direzione orientale. In alto a sinistra, pressoché al centro della dorsale montuosa, fa capolino lo storico “Rifugio Garibaldi”, un belvedere panoramico d’eccezione posto sulla sommità dell’omonima cima che, in lingua tedesca, ha un nome curioso: DreiSprachenSpitz (Cima delle Tre Lingue). Lì, prima della Guerra Bianca, confuivano i confni di tre nazioni diverse, l’Italia, l’Austria, la Svizzera, e quindi le rispettive tre lingue di appartenenza (italiano, tedesco, romancio). Ai lati dell’immagine compaiono alcune strutture alberghiere cui fanno capo Scuole di Sci, mentre al centro è ben visibile la struttura ovale della chiesina del Passo.
Verso la valle del Braulio
Dall’Albergo Quarto una veduta verso occidente. In primo piano esiste un piccolo lago, proprio in prossimità dell’area che abitualmente ospita un anello per la pratica dello sci di fondo, e nella stessa zona è anche possibile praticare il tiro con l’arco. In secondo piano, in basso e al centro dell’immagine, le propaggini settentrionali delle Rese Alte dello Scorluzzo vanno appianandosi nel vasto e ameno altopiano delle Rese Basse, a circa 2600 metri di quota. Il calcareo Piz Umbrail “sfora” la parte destra della veduta.
La vista sulla valle di Trafoi
La Valle di Trafoi, sul lato destro dell’immagine, in territorio atesino. In questo versante le pendici delle montagne si fanno decisamente scoscese, mentre sullo sfondo della valle si scorge l’abitato di Stelvio, a 1310 m. La lunga catena di cime dell’Austria fa spaziare lo sguardo verso confini sempre più lontani.
Dal Pirovano, uno sguardo verso il passo
La ripresa ravvicinata si concentra sul culmine del Passo e sull’inizio del tratto “atesino” della Strada Imperiale dello Stelvio che, in questo versante, offre alla vista la spettacolarità di una serie di tornanti mozzafato, che tagliano il ripido versante della montagna. Dalla provincia di Sondrio si passa, tramite il valico, a quella di Bolzano. Sul lato sinistro, allineati, i tanti bazar e le piccole botteghe che animano la stagione estiva al passo e che offrono, ai visitatori, una ricca serie di souvenir di ogni genere, oltre che manufatti tipici valtellinesi e dell’Alto Adige. Fra questi, da segnalare i caratteristici chioschi che deliziano i palati degli amanti del Passo dello Stelvio con la loro offerta di succulenti e stuzzicanti panini a base di würstel e crauti, prelibatezza tipica di queste zone.
La Geister-Spitze, palestra di discesa
Un particolare che isola la Geister Spitze (Punta degli Spiriti) e cui si accede, dopo avere usufruito dei due tratti di funivia, tramite impianti a fune.
Le piste che si dipanano sulle sue pendici sono solo alcune fra le “palestre” preferite su cui gli istruttori dell’Università dello Sci impartiscono le prime lezioni agli allievi-principianti o affinano la tecnica di discesa dei più esperti. Non di rado vi si disputano gare di fine corso e normalmente vi si svolgono programmi di allenamento. Sulla sua destra, non visibile nell’immagine, risale una sciovia dall’ampia Conca Cristallo, dove - oltre a godibili piste di discesa - esiste anche un bellissimo e vasto anello per la pratica dello sci di fondo. E il tutto al cospetto della caratteristica “gobba” del Monte Cristallo (3434 m).
Tra Lombardia e Alto Adige
L’immagine mostra il punto culminante del Passo dello Stelvio, proprio dove ha termine la Lombardia - con la provincia di Sondrio - e ha inizio la provincia atesina di Bolzano con la Val Trafoi.
Siamo a quota 2.760 m.s.l.m..Sullo sfondo è ben visibile la mole del Monte Ortles che, con i suoi 3.905 m.s.l.m., costituisce la vetta più elevata dell’Alto Adige e dell’intero gruppo montuoso Ortles-Cevedale, nonché ambita meta alpinistica.
Verso la Valle di Trafoi continua il tracciato “serpeggiante” della Strada Imperiale dello Stelvio, in questo versante decisamente più articolato e spettacolare.
La telecamera che riprende l’inquadratura è posta sopra l’agenzia della Banca Popolare di Sondrio; la quale, proprio per essere situata a quota 2760 m.s.l.m., si è meritata l’appellativo di “sportello bancario più alto d’Europa”. Si ricorda che al suo interno è allestito il museo storico “Carlo Donegani”, di proprietà della stessa Popolare.
Madonna della neve
Una “zoomata” sull’alpeggio delle Rese Basse di Scorluzzo, affacciato sulla piana del Braulio. Sulla sommità dell’altopiano spicca, dal 12 agosto 2007, quasi a dominio e a protezione della Valle del Braulio, una singolare statua della Madonna della Neve, la “Regina della Pace”, opera dell’artista Guglielmo Bertarelli detto “El Duca”. L’opera è stata benedetta nel corso di una suggestiva cerimonia officiata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Diego Coletti, Vescovo di Como. Tutta la zona è di alto valore storico in quanto proprio lì sono ancora visibili e visitabili i resti dei camminamenti e delle trincee che costituivano la prima linea dell’esercito italiano durante la “Grande Guerra”.
Degna di menzione è anche la grande cannoniera, riportata ai fasti originari grazie a un’attenta e meticolosa opera di riattazione svolta da varie sezioni valtellinesi dell’Ana in collaborazione con la Banca Popolare di Sondrio e Pirovano Stelvio. Alle vestigia militari si perviene dopo soli 20 minuti di cammino, grazie a un agevole sentierino che parte proprio a fanco di un tornante nei pressi della Quarta Cantoniera. Prima di raggiungere l’altopiano, il percorso lambisce il grazioso Laghetto Alto.
In secondo piano si staglia parte della cresta che dal Monte Radisca (2970 m), sulla sinistra dell’immagine, giunge sino alla Cima di Rims (2947 m), sulla destra, in direzione dell’Umbrail. Risulta ben visibile un avvallamento, la Bocchetta di Forcola, che adduce alla selvaggia valle omonima, laterale della Valle di Fraele, area naturalistica e paesaggistica di alta rinomanza, caratterizzata dalla presenza di due importanti e vasti bacini lacustri e alquanto suggestiva per la sua struttura geomorfologica. L’intera area si presta alla pratica del trekking e della mountain-bike, partendo pure dal Passo dello Stelvio. Sullo sfondo un’altra teoria di vette - sono le estreme propaggini delle cosiddette “Dolomiti engadinesi” - che fanno da spartiacque tra la Valle Forcola e l’elvetica Val Monastero.
( tutte le cam e le descrizioni varie sono state prese dal sito ufficiale del Passo dello Stelvio, spero che non mene vogliano. )
Allora ragazzi se siete interessati all’iniziativa non esitate a contattarmi al 3396322435 Renato
oppure scrivete alla nostra casella mail: club.l.h.snowboards@fastwebnet.it
l.h.snowboards@hotmail.it
Mi potete contattare anche su facebook all’indirizzo: http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=1094571816

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